Nell’ipotesi di truffa contrattuale il reato si consuma non già quando il soggetto passivo assume, per effetto di artifici o raggiri, l’obbligazione della datio di un bene economico, ma nel momento in cui si realizza l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente e la definitiva perdita dello stesso da parte del raggirato. Dunque, poiché il […]

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Ai fini dell’applicazione della circostanza aggravante di cui all’art. 640, comma 2, n. 1, c.p., rientrano nella categoria di enti pubblici tutti gli enti strumentali al perseguimento di bisogni di interesse generale aventi carattere non industriale o commerciale, posti in situazione di stretta dipendenza nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali o di altri […]

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Nel delitto di truffa, mentre il requisito del profitto ingiusto può comprendere in sé qualsiasi utilità, incremento o vantaggio patrimoniale, anche a carattere non strettamente economico, l’elemento del danno deve avere necessariamente contenuto patrimoniale ed economico, consistendo in una lesione concreta e non soltanto potenziale che abbia l’effetto di produrre – mediante la “cooperazione artificiosa […]

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Ai fini della configurabilità del delitto di truffa, l’atto di disposizione patrimoniale, quale elemento costitutivo implicito della fattispecie incriminatrice, consiste in un atto volontario, causativo di un ingiusto profitto altrui a proprio danno e determinato dall’errore indotto da una condotta artificiosa. Ne consegue che lo stesso non deve necessariamente qualificarsi in termini di atto negoziale, […]

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Può configurarsi il reato di cui all’art. 640 c.p. laddove un soggetto, dopo aver manomesso le viti di chiusura dell’armadio contenente il contatore di energia elettrica, con artifici e raggiri consistiti nel posizionare un potente magnete all’altezza della morsettiera di ingresso del contatore idoneo ad alterare in difetto la misurazione di corrente elettrica, induca in […]

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Il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di cui all’art. 640 biscod. pen. risulta integrato qualora vengano posti in essere, mediante l’utilizzo e la presentazione di documenti falsi, artifizi e raggiri al fine di procurare un ingiusto profitto. In particolare laddove, come nel caso di specie, un farmacista, avendo la disponibilità delle […]

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Il delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato costituisce norma sussidiaria rispetto al reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di cui all’art. 640 bis  cod. pen. Quando la presentazione di dichiarazioni o documenti falsi ha natura fraudolenta, con conseguente integrazione del requisito degli artifici e raggiri richiesti dall’art. 640 biscod. pen. […]

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È configurabile il concorso materiale tra i reati di falso in atto pubblico e truffa laddove la falsificazione costituisca quell’artifizio richiesto dall’art. 640 c.p. per commettere la truffa (G.i.p. Varese, sent. n. 395/2016).  “E’ configurabile il concorso materiale e non l’assorbimento tra il reato di falso in atto pubblico e quello di truffa quando la […]

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Ai fini della sussistenza del reato di truffa l’accusa non può limitarsi a contestare l’infondatezza delle pretese avanzate da una società di recupero crediti nei confronti di un privato, poiché tale elemento può avere rilevanza solamente in sede civile, diversamente la truffa richiede la sussistenza di artifici e raggiri (G.I.P. Udine, 21.01.2013).  Nel reato di […]

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L’idoneità dell’artificio o del raggiro deve essere valutata in concreto con riferimento diretto alla particolare situazione in cui è avvenuto il fatto e alle modalità esecutive dello stesso, senza che l’esistenza di preventivi controlli né la valutazione della diligenza impiegata dalla persona ingannata possa escluderla (Trib. di Bari, sez. II, 16.07.2012, n. 1558/12, caso “Arkeon”).

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