Le dichiarazioni accusatorie della persona offesa, qualora siano precise, coerenti e dettagliate, possono di per sé sole costituire prova di colpevolezza, nonché integrare i gravi indizi di colpevolezza necessari per l’applicazione delle misure cautelari, laddove sia accertata la relativa attendibilità soggettiva ed oggettiva intrinseca. In particolare, le dichiarazioni della persona offesa possono integrare i gravi di indizi di colpevolezza di cui all’art. 273 cod. proc. pen., necessari per l’applicazione delle misure cautelari, senza necessità di riscontri oggettivi esterni ai fini della valutazione di attendibilità estrinseca (Trib. Reggio Calabria, sez. del Riesame, ord. 26 settembre 2016).
“In tema di misure cautelari personali, le dichiarazioni accusatorie della persona offesa, ancorché costituita parte civile, possono integrare i gravi indizi necessari per l’applicazione della custodia cautelare in carcere – nella specie in ordine al delitto di cui all’art. 612 bis c.p. – senza necessità di riscontri oggettivi esterni ai fini della valutazione di attendibilità estrinseca. (La Corte ha riaffermato che la valutazione del giudice deve essere, in ogni caso, caratterizzata da rigore e prudenza)” (Cass. pen., sez. V, n. 27774/20110).